Chi cerca il risparmio deve affidarsi al web

Quali sono in questo mese di ottobre 2016 i migliori conti correnti? Quali sono le migliori offerte, i costi più convenienti e le soluzioni a costo zero? Un dato è subito davanti agli occhi: la scelta del web continua a essere quella più economica. Le stesse banche propongono costi differenti in base alla scelta del cliente. Tanto per essere più precisi: Qubì di Ubi Banca propone conti correnti con costo allo sportello di 74,10 euro e online di 63,10 euro, In Novo Conto Pratico di Bnl con costo allo sportello 169,35 euro e online di 83,95 euro. A chiudere il podio c’è Facile di Intesa con costo allo sportello 115,80 euro e online di 83,95 euro. A seguire ci sono Premiaconto di Banco Popolare, Italiano per noi di Monte dei paschi di Siena, Comodo di Credem, Solo Tuo Evoluto di Banca Carige, Famiglia di Cariparma, My Genius di Unicredit, New Welcome di Popolare Milano.

Sul web i conti correnti più convenienti sono quelli di Hello! Money (Banca nazionale del lavoro) con tasso annuo creditore per i primi 9 mesi pari a 0,50% da 5 a 25 mila euro, 1% da 25mila a 100mila euro, Conto Arancio (Ing Direct) con tasso annuo debitore nominale del 7%, Conto Webank (Bpm), IW Conto (Ubi), Conto Widiba (Monte dei paschi di Siena) con tasso annuo creditore allo 0,25%.

Per una volta le banche italiane sono in testa in Europa: peccato che il primato sia negativo e riguardi il costo delle commissioni che valgono il 36,5% dei ricavi totali. Per la Cgia di Mestre sulla base dei dati del 2015, i ricavi netti derivanti dalle commissioni bancarie hanno sfiorato i 30 miliardi di euro, (quasi 5 miliardi in più rispetto al 2008), frutto di un’escalation negli ultimi 7 anni (2008-2015) relativa alla crescita dei costi dei conti correnti, delle carte di credito e degli altri servizi bancari. Un’impennata del 20% contro l’11,5% del Regno Unito, l’11,1% della Francia o, addirittura, il calo in Germania (-4,6%) e Belgio (-7%) e soprattutto Paesi Bassi (-27%).

Il 36,5% di incidenza delle commissioni allo sportello sui ricavi – sempre secondo la Cgia – si raffronta al 32,9% della Francia, mentre in Austria sono al 27,5%, in Germania al 26,2% e nei Paesi Bassi al 17%. Rincara la dose l’Adusbef, secondo cui il sistema bancario italiano è «fra i meno concorrenziali e dai più alti costi dei conti correnti» in Europa, con 318 euro in media «contro i 114 euro delle banche europee». Il Codacons, altra associazione di consumatori, annuncia un’offensiva contro la «tassa sui salvataggi bancari introdotta da alcuni istituti di credito per rientrare dei costi del Fondo nazionale di risoluzione»: in arrivo un modulo sul proprio sito con cui i correntisti potranno diffidare la propria banca dall’applicare spese riconducibili ai salvataggi.

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