Ecco come inviare la Certificazione Unica 2016 all'Agenzia delle entrate.



Si accorciano i tempi per la presentazione della Certificazione Unica 2016. I tempi sono ristretti – entro il 7 marzo quelle relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi, già rilasciate entro il 28 febbraio – e le richieste di proroga, o comunque di non applicazione di sanzioni per eventuali lievi ritardi, da parte dei sostituti d’imposta sono sempre più pressanti. Da una parte c’è da fare i conti con le tante novità introdotte, dall’altra gli imprevisti sul versante software sono sempre dietro l’angolo. Il documento va infatti inviato in via telematica all’Agenzia delle entrate.

Non è un caso che il programma messo a disposizione per adempiere all’obbligo della trasmissione della Certificazione Unica 2016 sia già stato oggetto di diversi ritocchi e aggiustamenti, alimentando così le paure dei sostituti d’imposta. Tra gli aggiornamenti più recenti, risalenti a una manciata di giorni fa, si segnala l’aggiornamento del controllo relativo all’obbligatorietà del numero di giorni di detrazione per redditi di lavoro dipendente o pensione nel caso di importi erogati per anni precedenti e data cessazione antecedente il 2015. E ancora: nel caso di operazioni straordinarie, è stato rivisto il controllo relativo ai campi del TFR. Tanto per non farsi mancare nulla, ecco poi l’update dei comuni presenti nel frontespizio con quelli di nuova istituzione.

In ogni caso, per eseguire il software messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate è necessario la Java Virtual Machine versione 1.7. I sistemi operativi supportati sono Windows 8, Windows 7, Windows Vista (non è stato indicato il nuovo Windows 10, ma non ci dovrebbero essere problemi), Linux per le distribuzioni Ubuntu, Fedora e Red-hat 9, Mac OS X 10.7.3 o versioni superiori. Altra accortezza richiesta per la spedizione della Certificazione Unica 2016 è l’installazione di un software capace di leggere e stampare i file prodotti in formato PDF ovvero il comune Adobe Acrobat Reader, tra l’altro gratuitamente scaricabile sul web.

Terminate le operazioni di base, occorre collegarsi al sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate ed effettuare il download dell’applicazione. In tutti i casi, verrà in automatico effettuata una ricerca di una versione più recente. Nulla di cui preoccuparsi poiché l’operazione durerà solo pochi secondi e non comporta alcuna complicazione. I modelli e le relative istruzioni sono presenti anche sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Occorre infine far presente che le certificazioni uniche devono essere inviate all’Agenzia delle Entrate anche nel caso di attestazione di tipologie di redditto per le quali le norme in vigore non hanno previsto la loro predisposizione.

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