Entro lunedì 7 marzo i sostituti d’imposta devono trasmettereall’Agenzia delle entrate, esclusivamente in modalità telematica, le Certificazioni Uniche 2016 ovvero le informazioni sui redditi dello scorso anno.

Gli invii oltre il termine. Si considerano tempestive le certificazioni uniche trasmesse entro il termine anche se scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i 5 giorni lavorativi successivi allo scarto. Entro 5 giorni, dunque, dovrebbe essere il 12 marzo ma quest’anno cade di sabato e quindi il termine dovrebbe slittare a lunedì 14, dalla scadenza originaria è possibile sostituire le Certificazioni Uniche validamente accolte ma che contengono dati errati o da modificare, o annullare eventuali doppi invii o certificazioni inoltrate per errore.

Le sanzioni. L’omesso, errato o tardivo invio della Certificazione Unica 2016 comporta la sanzione di 100 euro, con un massimo di 50.000 euro, per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, senza cumulo giuridico. Non si applica alcuna sanzione se la trasmissione corretta viene effettuata entro 5 giorni dal termine ultimo per l’invio ovvero entro il 7 marzo. In caso di trasmissione tardiva entro 60 giorni dalla scadenza ovvero entro il prossimo 6 maggio la sanzione viene ridotta a un terzo quindi a 33,33 euro per ogni Certificazione Unica 2016 con un massimo di 20.000 euro.

Il flusso telematico. Da inviare all’Agenzia delle entrate si compone del Frontespizio nel quale vengono riportate le informazioni relative al tipo di comunicazione, ai dati del sostituto, ai dati relativi al rappresentante firmatario della comunicazione, alla firma della comunicazione e all’impegno alla presentazione telematica; del Quadro CT nel quale vengono riportate le informazioni riguardanti la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modello 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate; della Certificazione Unica 2016 nella quale vengono riportati i dati fiscali e previdenziali relativi alle certificazioni lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale e alle certificazioni lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

Codice fiscale. Da quest’anno la certificazione unica ha carattere dichiarativo per cui è prevista l’obbligatorietà dell’indicazione del codice fiscale in ogni caso, anche per i soggetti residenti all’estero. È obbligatorio riportare sempre il codice fiscale del coniuge del sostituito anche se non a carico, nella sezione destinata all’indicazione dei familiari.

La quota Tfr. Dal 2016 per i lavoratori dipendenti del settore privato con un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi è necessario indicare nella sezione Altri dati la liquidazione mensile del Trattamento di fine rapporto come parte integrante della retribuzione. Questa quota non è rilevante ai fini per il superamento dei limiti di reddito complessivo per il bonus Irpef degli 80 euro.

Redditi da lavoro dipendente. La casella relativa ai redditi di lavoro dipendente è stata sdoppiata per dare distinta evidenza di quanto erogato in relazione a rapporti di lavoro a tempo indeterminato rispetto a eventuali erogazioni per rapporti a tempo determinato. Nei casi di certificazioni contenenti entrambe le tipologie di rapporto non è più necessario predisporre il multi-modulo.

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