Adesione entro gennaio, poi pagamento in 4 rate

Scatta la rottamazione delle cartelle esattoriali voluta dal governo Renzi e valida per il 2017. Oggi all’apertura gli uffici di Equitalia avranno a disposizione i moduli per richiedere la definizione agevolata. Per chiederla ci sarà tempo fino al 23 gennaio. La rottamazione vale per tutte le cartelle esattoriali, non solo per quelle di Equitalia, ma pure per quelle di altri concessionari. La norma riguarda i ruoli relativi agli anni 2000-2015. In discussione in Parlamento c’è però ancora un allungamento delle rate. Proviamo a fare un po’ di ordine sui punti principali.

La rottamazione vale per tutte le cartelle? Come si legge testualmente, “relativamente ai carichi inclusi in ruoli, affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015 i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse in tali carichi” e gli interessi di mora. Nonostante questo, Anci ribadisce che il decreto si riferisca solo a Equitalia. E anche da fonti governative si conferma questa lettura. Certo è, invece, che sarà possibile usufruire dello sconto anche per l’Iva, ma solo se l’imposta non riguarda il pagamento all’importazione. Per le multe stradali, invece, lo sconto riguarda i soli interessi e le altre maggiorazioni previste.

La rottamazione non vale per l’Iva all’importazione, ma anche per le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato (le multe dell’Unione europea) e su quelle derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. La definizione agevolata non si applica nemmeno sulle multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti o sentenze penali di condanna.

Adesione entro gennaio, poi 4 rate. Al momento della richiesta il contribuente può scegliere di pagare l’importo dividendolo in 4 rate. Entro il 22 giugno l’agente della riscossione dovrà comunicare a chi ha aderito l’importo complessivo dovuto e le singole rate, con la data di scadenza. Le prime due rate saranno pari ciascuna ad un terzo del dovuto, le ultime due ad un sesto. Sulle rate saranno calcolati gli interessi ma chi vuole può pagare in un unica soluzione. Le prime tre rate dovranno essere comunque versate entro il 15 dicembre 2017, la quarta entro il 15 marzo 2018. L’erario conta di incassare 2 miliardi il prossimo anno e 900 milioni quello successivo.

E per chi ha pagato in parte? Anche i contribuenti che hanno già in parte pagato la cartella fiscale, magari attraverso il meccanismo della rateizzazione, potranno aderire alla definizione agevolata. In questo caso l’importo da pagare sarà quello del debito residuo sul capitale. Le sanzioni e gli interessi già pagati non si recuperano. Per chi aderisce si bloccano le rate concordate: la revoca scatta con il primo pagamento della definizione agevolata.

E per chi non paga le rate? Il fisco sarà inflessibile per chi non paga le rate previste, ma anche per chi lo fa in modo ridotto o ritardato. Salta la rottamazione e torna a scattare sanzioni e interessi delle vecchie cartelle.

Il pagamento in banca. Il versamento della cartella scontata potrà esser fatto anche con la domiciliazione sul conto della banca, oppure con i bollettini precompilati. Possibile anche versare agli sportelli del concessionario della riscossione.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 2 Media: 5]

NESSUN COMMENTO

Rispondi