Il collocamento prosegue domani con gli investitori istituzionali

Siamo alle battute finali del nono collocamento dei Btp Italia 2016 in questo mese di ottobre 2016. Nessuna chiusura anticipata nel corso della prima fase, quella riservata ai risparmiatori individuali, anche perché la partecipazione è stata inferiore rispetto a quella delle precedenti emissioni. Complici una cedola allo 0,35% suddivisa in due semestrali a cui aggiungere l’andamento dell’inflazione europea, una scadenza a 8 anni (quindi ottobre 2024), l’impatto è stato meno entusiasmante del previsto e non è un caso che l’attenzione per alternative come conti deposito e buoni postali rimanga costantemente alta. Il contesto dei bassi tassi attuale rende il prodotto dei Btp Italia adatto ai cassettisti di lungo periodo che intendono portare il titolo a scadenza.

Il Btp Italia è un titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana, emesso per la prima volta nel 2012, e pensato soprattutto per gli investitori retail. Alcune delle sue caratteristiche sono la durata da 4, 6 e 8 anni; un tasso reale annuo minimo garantito; cedole semestrali calcolate sul capitale rivalutato; recupero dell’inflazione con la rivalutazione del capitale ogni sei mesi; capitale nominale garantito a scadenza. A ogni modo, chi può partecipare alla giornata di domani 20 ottobre, la cosiddetta seconda fase della distribuzione dei Btp Italia 2016?

Controparti qualificate non persone fisiche, anche se richiedono di essere considerati soggetti al dettaglio o clienti professionali; soggetti professionali di diritto non persone fisiche, anche se richiedono di essere considerati soggetti al dettaglio; enti inclusi nelle pubbliche amministrazioni. Provando a essere più precisi, si tratta di soggetti che sono tenuti ad essere autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari, italiani o esteri; imprese di investimento; banche; imprese di assicurazione; organismi di investimento collettivo del risparmio; società di gestione del risparmio non ammesse alla prima fase di distribuzione.

E ancora: società di gestione armonizzate; fondi pensione e società di gestione di tali fondi; intermediari finanziari iscritti negli elenchi; società finanziarie ammesse al mutuo riconoscimento; istituti di moneta elettronica; fondazioni bancarie; governi nazionali e loro corrispondenti uffici, compresi gli organismi pubblici incaricati di gestire il debito pubblico; banche centrali; organizzazioni sovranazionali a carattere pubblico; imprese la cui attività principale consista nel negoziare per conto proprio merci e strumenti finanziari derivati su merci; soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia.

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