Novità sul premio di produzione. Scatta la tassazione agevolata al 10% sui premi di produttività fino a duemila euro e che possono andare solo ai lavoratori che guadagnano meno di cinquantamila euro lordi l’anno. La cifra sale a 2.500 euro a patto che i contratti tra azienda e sindacato “prevedano strumenti e modalità di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, da realizzarsi attraverso gruppi di lavoro nei quali operino responsabili aziendali e lavoratori”, come si legge nel decreto. Novità anche sul fronte di ricerca e sviluppo.

Automatismi. Il bonus è concesso in maniera automatica, a seguito dell’effettuazione delle spese agevolate. Stop al passaggio intermedio costituito dalla presentazione di un’apposita istanza per via telematica.

Beneficiari. Il credito d’imposta è destinato alle imprese che, indipendentemente dalla loro natura giuridica, dal settore in cui operano, dal regime contabile adottato e dalle dimensioni aziendali, investono in attività di ricerca e sviluppo. Anche gli enti non commerciali possono beneficiare del bonus, in caso esercitino un’attività commerciale. A essi vanno poi aggiunti i consorzi e le reti di imprese, a patto che effettuino attività di ricerca e sviluppo. L’incentivo può interessare anche le imprese neocostituite, la cui attività è stata intrapresa a partire dal 2015.

Calcolo. Il credito è concesso fino all’importo massimo di 5 milioni di euro a favore di ciascun beneficiario, a condizione che l’impresa effettui una spesa complessiva per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30.000 euro. La misura, cioè l’aliquota da applicare per il calcolo del bonus, varia a seconda della tipologia di spesa sostenuta. In particolare, le spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello di prima applicazione dell’agevolazione, e comprensive dei costi relativi al personale altamente qualificato e alla ricerca extra muros, beneficiano dell’aliquota del 50%, mentre quelle rappresentate dalle quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio e dai costi relativi a competenze tecniche e privative industriali, beneficiano dell’aliquota del 25%.

Cumulabilità. Spazio alla cumulabilità del credito d’imposta con altri bonus, tra cui quello relativo agli investimenti in beni strumentali nuovi, previsto dall’articolo 18 del decreto legge 91 del 2014. I costi ammissibili al credito di imposta rilevano per l’intero ammontare anche ai fini della determinazione del reddito agevolabile da Patent box.

Documentazione. Richiesta la predisposizione di un’apposita documentazione contabile con l’indicazione dell’effettività dei costi sostenuti e con l’attestazione di regolarità formale. La documentazione deve essere certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale, oppure da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali.

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