Nell’agenda delle scadenze fiscali di questo ultimo scorcio dell’anno c’è anche l’acconto Iva. L’ultimo giorno utile per effettuare il versamento e mettersi al riparo dalle sanzioni è martedì 27 dicembre 2016. La somma va pagata in una soluzione unica per via telematica utilizzano il modello F24 da presentare in banca o a uno sportello postale. L’acconto versato deve essere sottratto all’Iva da versare per il mese di dicembre per i contribuenti mensili, in sede di dichiarazione annuale Iva per i contribuenti trimestrali o da quanto dovuto per la liquidazione del quarto trimestre. Il codice tributo per i contribuenti mensili è 6013, quello per i contribuenti trimestrali normali e speciali 6035.

Sono tre i modi per calcolare l’acconto Iva. Il primo è con il metodo storico con cui viene individuato l’importo dell’acconto calcolando l’88% del versamento eseguito per l’ultimo periodo di liquidazione dell’anno precedente. Il secondo è il metodo previsionale con cui viene calcolato sulla base di una stima delle operazioni che si ritiene di eseguire fino al 31 dicembre dell’anno in corso. Infine c’è il metodo effettivo-analitico con cui si considera l’imposta relativa alle operazioni effettuate fino al 20 dicembre dell’anno corrente. La scelta è soggettiva e varia in base alla propria situazione.

Per quanto riguarda le eccezioni, nel caso particolare di variazione del regime dei versamenti ovvero di modifica delle scadenze di liquidazione tra un anno e l’altro, ai fini del calcolo del dato storico, ci sono due aspetti di cui tenere conto. Per il passaggio da regime mensile a regime trimestrale occorre calcolare l’acconto con riferimento alle liquidazioni degli ultimi tre mesi dell’anno precedente mentre per il passaggio da regime trimestrale a regime mensile l’acconto deve essere calcolato su un terzo dell’imposta versata per il quarto trimestre. I contribuenti con contabilità separata, poi, devono determinare distintamente l’importo riferibile a ogni attività svolta e, quindi, sono tenuti a effettuare distinte liquidazioni dell’imposta.

Di conseguenza l’acconto Iva deve essere calcolato sommando i dati relativi a ogni attività, compensando in questo modo gli importi a debito con quelli a credito. Attenzione a non sbagliare i calcoli. Nel caso di errori è infatti prevista una sanzione fino al 30% della somma non versata. C’è comunque la possibilità del ravvedimento operoso per pagare meno. Con quello sprint la penalità da versare è dell’1,5% dell’imposta non versata se la regolarizzazione avviene entro 30 giorni dalla scadenza, dell’1,67% dell’imposta non versata se avviene entro il primo giorno lavorativo successivo al novantesimo giorno dalla scadenza.

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