La scadenza da rispettare non sarebbe più il 22 agosto



Di certo è solo che la proroga del 770 2016 ci sarà. La novità dell’ultim’ora è però rappresentata dal possibile slittamento della scadenza per la trasmissione al prossimo 15 settembre. La proroga è stata sollecitata dalle sigle sindacali dei dottori commercialisti. Per effetto dello slittamento dai giorni festivi e poi della pausa estiva, la scadenza del 770 2016 sarebbe stata il 22 agosto. Al tavolo aperto dal viceministro all’Economia, Luigi Casero, per definire in anticipo il calendario fiscale 2017, sono arrivate già proposte come quella del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro per spostare a regime la data di invio del 770 al 30 settembre.

Ed è stato lo stesso viceministro, partecipando ad Ancona, al convegno “Sistema fiscale, quali prospettive?” organizzato da Confartigianato, a prospettare la nuova scadenza. Già in questa settimana potrebbe essere preparato ed emanato il relativo decreto sulla proroga ulteriore del 770 2016, a firma del presidente del Consiglio dei ministri. Come messo nero su bianco dalle varie sigle delle associazioni dei commercialisti Anc, Aidc, Adc, Unagraco, Unico, Andoc e Ungdcec, lo slittamento dei tempi di invio «non comporta alcun danno erariale, e consente all’intera categoria di concentrarsi sui numerosi e complicati adempimenti che, invece, aiutano l’Erario nell’incassare il gettito fiscale più importante dell’anno».

Non è riuscita a entrare tra gli emendamenti al decreto enti locali per estraneità di materia ma la moratoria estiva per il rinvio a settembre delle risposte e della documentazione richieste del Fisco dovrebbe comunque arrivare sotto forma di un atto amministrativo dell’Agenzia delle entrate come avvenuto lo scorso anno. Nella prossima legge di stabilità, i cui lavori entreranno nel vivo a settembre, è in arrivo la riforma degli studi di settore che dovrebbe essere realizzata seguendo due direttrici: niente più utilizzo di Gerico e dei suoi risultati come strumento di accertamento; eliminazione degli studi di settore ritenuti non più produttivi o comunque poco significativi.

Non solo, ma torna d’attualità l’Iri, l’Imposta sul reddito dell’imprenditore, che era stata prevista dalla delega fiscale ma poi non è stata attuata. L’obiettivo è l’introduzione di una tassazione proporzionale al posto di quella progressiva ai piccoli imprenditori, indipendentemente dalla forma societaria con cui operano. Tra le misure allo studio, c’è anche il progetto di allineare il prelievo fiscale ai reali introiti dell’anno. In pratica, l’ipotesi è di far pagare le tasse solo su ciò che è stato realmente incassato: un principio che verrebbe incontro alle difficoltà avvertite da imprese e professionisti nel farsi pagare le fatture.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 2 Media: 5]

NESSUN COMMENTO

Rispondi