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Compilare il modello 730 2016 precompilato significa anche tenere conto di nuove nascite, morti, matrimoni e separazioni: tutto incide sull’entità delle tasse da pagare allo Stato. Il Fisco considera l’eventualità che i figli quarantenni vivano ancora con la famiglia d’origine a causa della precarietà del lavoro o vivono per conto proprio ma sono a carico. Insomma, anche se lo stato di famiglia non conta ancora abbastanza in confronto agli altri Paesi d’Europa, le tasse sono versate anche in funzione dei familiari a carico. Quali detrazioni sono previste per i familiari a carico, ricordando che il giorno di trasmissione del 730 2016 precompilato è il 7 luglio ma è in pista la possibilità di prorogare i tempi di due settimane?

Il Fisco permette di sottrarre determinati importi dall’imposta lorda (Irpef), dopo averla calcolata sui redditi dichiarati. Tali detrazioni variano secondo il reddito e il numero dei familiari. Per essere considerati a carico l’età non conta ma il reddito sì. I figli, il coniuge e gli altri familiari, nel 2015, non devono avere avuto un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro al lordo delle spese deducibili. Per il calcolo di questo limite, il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze non si considera solo se il familiare ne ha pagato l’Imu. Lo stesso accade se ha pagato l’Imu sui fabbricati non locati. Questo limite però vale per tutto l’anno considerato complessivamente.

Quindi, se un figlio ha fatto una collaborazione occasionale di soli due mesi, percependo complessivamente 3.000 euro, il genitore perde le detrazioni per tutto l’anno. La detrazione non spetta, neppure in parte, se nel corso dell’anno il reddito del familiare ha superato la soglia dei 2.840,51 euro. Se il genitore ha ottenuto indebitamente le detrazioni in busta paga o nella pensione, tramite il 730 le restituirà al Fisco.

Le detrazioni per i figli (sono equiparati ai figli naturali: i riconosciuti, gli adottivi e gli affidati) spettano anche se questi non convivono con chi li dichiara a proprio carico e anche se non sono residenti in Italia. La detrazione viene riconosciuta a prescindere dall’età del figlio e dal fatto che sia o meno ancora studente. L’unico limite che il Fisco impone ai genitori è che facciano metà per uno: se non sono legalmente separati, devono ripartirsi al 50% la detrazione per ogni figlio a carico. I genitori possono, di comune accordo, attribuire tutta la detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato, per evitare che sia persa in tutto o in parte dal genitore con reddito particolarmente basso.

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