Da giugno si cambia: pubblicato il bando con un’attivazione di mille dispositivi al mese



Di fronte a una politica che procede con molta lentezza sui fronti di amnistia e indulto, ci pensa il mondo dell’associazionismo a dare una spinta al dibattito. E anzi, nel caso dell’associazione Il detenuto ignoto, dalle parole si passa all’azione con una campagna online di sensibilizzazione. La richiesta, supportata anche dai Radicali, è di avviare una nuova riforma della giustizia centrata sullo strumento dell’amnistia. La ragione? Non è da intendere come atto di clemenza, ma come mezzo “per ristabilire la legalità costituzionale nei tribunali e nelle carceri di un Paese in cui essa viene sistematicamente violata“.

Si tratta insomma di un’altra di “una serie di battaglie per promuovere l’amnistia propedeutica a una grande Riforma della giustizia penale e civile, la cui paralisi penalizza i cittadini e le imprese, scoraggia gli investimenti esteri e comporta costi enormi per la società e l’economia nazionale“. In questo momento c’è ancora la possibilità di aderire alla campagna e di restare informati via web.

In questo contesto di attesa sulle questioni di amnistia e indulto, torna al centro dell’attenzione il braccialetto elettronico. Si tratta di quel dispositivo che invia un segnale a un apparecchio ricevente che ha un raggio d’azione di 100 metri.

Il segnale dall’apparecchio viene inviato alla polizia e se la persona che lo indossa si allontana, il braccialetto smette di mandarlo. Il dispositivo è nato per svuotare le carceri: dal 2001 sono funzionanti duemila esemplari costati 173 milioni di euro. Le stime: servono altri diecimila braccialetti. In Germania un braccialetto costa 7 euro ogni giorno, negli Stati Uniti 5 euro, in Italia 115 euro. In migliaia sono in lista d’attesa per un braccialetto elettronico, il tempo è di un mese e mezzo per ognuno. Persone sottoposte a processo e che avrebbero potuto andare ai domiciliari, ma sono ancora in cella per mancanza di braccialetti. La lista d’attesa, sulla base delle richieste del gip, è in mano a Telecom, a cui è stato affidato l’appalto dei braccialetti elettronici, senza gara.

Da giugno però si cambia: è stato pubblicato il bando con un’attivazione di mille braccialetti al mese. Non è tutto perché tra i recenti campi di applicazione c’è quello di farlo indossare alla vittima affinché suoni se si avvicina lo stalker. Al di fuori dei confini nazionali, la Polonia sta valutando l’ipotesi di costringere a portare il braccialetto elettronico i padri che non versano gli assegni familiari ai loro figli, in alternativa al carcere.

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